WWF

Pesca del tonno rosso: Italia fuori legge!

Lanciato ieri a livello mondiale il nuovo dossier Pesca del tonno rosso fuori controllo in Italia. Ecco le prove. Il WWF Italia consegnerà i dati e i risultati della ricerca alla Commissione UE, alla finanza, alle Capitanerie, ai Noe e al Ministro per le Politiche Agricole e Forestali per chiedere una moratoria di tre anni sulla pesca del Tonno rosso in Mediterraneo.

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Brian J. Skerry/National Geographic Image Collection
La gestione della pesca del tonno rosso è insostenibile e totalmente fuori controllo in Italia: è quanto dimostra un dossier del WWF Internazionale e del WWF Italia lanciato oggi in tutto il mondo e commissionato a una società di consulenza indipendente che ha svolto un’indagine a tutto campo.

Un’illegalità diffusa e reiterata negli anni dovuta a mancati controlli, pescherecci pirata e porti fantasma, trasferimenti non registrati di tonni vivi in allevamenti all’estero, mercati irregolari, criminalità organizzata presente e operante sui mercati remunerativi del tonno rosso, registrazioni di vendite e catture improprie e fuori dal dettato comunitario.

Il WWF consegnerà i risultati della ricerca al Ministro delle Politiche agricole e forestali Luca Zaia, alla Commissione pesca dell’Ue, alle autorità preposte ai controlli in uno spirito collaborativo e nella convinzione che solo un lavoro di stretta sinergia tra tutti gli enti preposti possa davvero dare i risultati sperati nel controllo dell’illegalità nella pesca del tonno rosso nei nostri mari.

Nel corso dell’estate 2008 l’UE aveva deciso, infatti, di chiudere la stagione di pesca del tonno con due settimane di anticipo, chiusura che ha di fatto - a detta del Ministero - impedito all’Italia di raggiungere le quote fissate dall’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico) vale a dire 4162,71 tonnellate.

Secondo il WWF invece la quota di tonno rosso pescata in eccedenza è stata minimo di oltre 700 tonnellate nel 2008. I risultati cui si giunge nel dossier sono in contrasto quindi con i dati che il Ministero italiano aveva inviato questa estate a Bruxelles.


“Dopo un drammatico 2007 con quote di pescato eccedenti il 40% le quantità assegnate, al tonno rosso, in Italia, è andata meglio quest’anno, grazie alla decisione dell’UE di chiudere la stagione di pesca con 2 settimane di anticipo. – commenta Enzo Venini, Presidente del WWF Italia - Dai dati che abbiamo potuto incrociare, quest’anno si sono pescate come minimo 700 tonnellate in più, mentre nell’anno precedente la quota eccedente ammontava a 1.653 tonnellate (e non 327 come i dati ufficiali dicono). Ma il dossier che consegneremo al Ministro Zaia, alla Commissione Pesca dell’Ue e alle autorità preposte al controllo dice di più. Molte quantità di pescato di pregio, tra cui rientra il tonno rosso, non viene registrato nei porti al momento dello sbarco: a Pozzuoli, Vibo Valentia, Portopalo e Cetraro, nel 2008 non è stato registrato neppure un tonno rosso. Altre quantità sono vendute illegalmente in mercati chiusi per infiltrazioni mafiose. Le catture in mare sono svolte con metodi fuori legge, vale a dire con l’ausilio di aerei d’avvistamento. Altre quantità consistenti, è provato che siano trasferite vive in fattorie al largo della Croazia, di Malta e della Tunisia. Ma non tutto il tonno trasferito è stato registrato.”


Dal dossier risulta inoltre che le imbarcazioni italiane registrate e autorizzate alla pesca e all’allevamento del tonno rosso siano 185: dall’indagine svolta in mare e nei porti dai consulenti del WWF la flotta coinvolta nella stagione 2008 conta 283 unità di cui 27 parangali, 162 tonnare volanti (reti a circuizione), 73 reti a strascico e 21 rimorchiatori, 47 delle quali prive di sistemi di monitoraggio, 160 sprovviste di licenze di pesca per tonno rosso, 82 mai inserite nei registri dell’ICCAT nel 2008.

“Lo scenario obbliga tutti gli attori coinvolti a smettere ipocrisie e scorciatoie – conclude Venini - La popolazione del tonno rosso è prossimo al collasso commerciale e questo è dovuto a chi gestisce in modo non sostenibile e senza scrupoli la pesca. Il WWF chiede dunque una moratoria di 3 anni sulla pesca del tonno rosso in Mediterraneo e invita il Ministro Zaia a ritirare il ricorso presentato presso la Corte europea, per chiedere di rivedere le decisioni prese. Con il nostro dossier, da oggi Ministro, Commissione e autorità avranno uno strumento in più per capire quanto fuori controllo sia la pesca di questa specie, avranno dati e notizie per poter avviare indagini contro illegalità e irregolarità di ogni genere.


E’ chiaro che siamo al fianco di tutti i settori della pesca che svolgono la loro attività rispettando le leggi e in maniera sostenibile. Ci auguriamo di incontrare il loro consenso e la loro alleanza. In sostanza è in gioco il loro futuro, non solo quello del tonno”.

La scorsa settimana, la Commissione scientifica dell’ICCAT ha reso noto il suo verdetto sulla pesca del tonno rosso in Mediterraneo nel 2007: 61.000 tonnellate sono state prelevate, vale a dire il doppio della quota legale, con uno stock riproduttivo in crisi, essendo solo il 36% rispetto a 30 anni fa.

Il prossimo incontro dell’ICCAT si terrà a Marrakech, in Marocco, dal 17 al 24 novembre 2008. L’auspicio, come perfino la prestigiosa rivista scientifica Nature raccomanda in un articolo dedicato al Tonno rosso, è che le Parti decidano la chiusura, seguendo le indicazioni del WWF, fin tanto che permarranno forme di illegalità e insostenibilità tanto diffuse.

7 Ottobre 2008 - Scrivi un commento
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