Legambiente

Navi cariche di rifiuti tossici affondate nei nostri mari. Legambiente rilancia

Fare luce sui misteriosi affondamenti di navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi avvenuti nel Mediterraneo. E’ questo l’obiettivo dell’Appello per la verità che Legambiente rivolgerà al Governo per chiedere il massimo sostegno alla magistratura per le indagini legate alle navi dei veleni.

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Sono numerose le imbarcazioni dal carico sconosciuto che negli anni ‘80 e ‘90 sono partite e sparite nel nulla lungo le coste dell’Italia Meridionale insieme all’intero equipaggio. Sapere se e dove sono effettivamente affondate queste navi e cosa trasportavano è un diritto dei cittadini e un dovere delle Istituzioni. Su queste vicende, oggetto di indagini giudiziarie, di attività d’inchiesta parlamentare, di dossier e reportage giornalistici, grava invece ancora oggi una sorta di congiura del silenzio, tesa ad evitare o depistare gli indispensabili accertamenti. Ed è contro questa congiura che è nato il Comitato per la verità, costituito da Legambiente lo scorso anno insieme a magistrati, giornalisti, esponenti politici, familiari di vittime, ambientalisti, impegnati nel combattere vicende legate al traffico illeciti di rifiuti, che hanno deciso di sostenere le attività di indagine giudiziaria e giornalistica di contrasto alle ecomafie.

L’appello sarà presentato domani a Reggio Calabria nel Palazzo del Consiglio regionale della Calabria, in via Cardinale Portauova, nella sala “Giuditta Levato” e verrà dedicato alla memoria del capitano di Corvetta Natale De Grazia, impegnato nelle indagini sugli affondamenti sospetti di navi lungo le coste italiane e morto in circostanze misteriose. All’incontro parteciperanno Enrico Fontana, Responsabile Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità, Nuccio Barillà del direttivo nazionale di Legambiente, Fabio Granata e Luigi De Sena vicepresidenti Commissione parlamentare Antimafia, Luciano Scalettari, inviato di Famiglia Cristiana e i magistrati Luciano Tarditi e Francesco Neri.

“Abbiamo tutti un grande debito nei confronti del capitano Natale De Grazia e dei suoi familiari" - dichiara Enrico Fontana, Responsabile Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità - "per la sua straordinaria esperienza all’insegna dell’amore per l’ambiente e per la legalità. Occorre fare piena luce sui traffici illegali di rifiuti ai quali egli ha dedicato il suo impegno umano e professionale. Ed è per questo che chiediamo al Governo e al Palamento di accogliere le nostre richieste”.

“Vogliamo rilanciare" - aggiunge Nuccio Barillà, del direttivo nazionale di Legambiente - "la richiesta e l’impegno affinché si approdi quanto prima alla verità sulle tante vicende legate all’intrigo radioattivo, caratterizzato da connivenze e reticenze a vari livelli e finanche morti misteriose. Sono vicende che come una fiumara carsica periodicamente vengono in superficie per poi tornare nel dimenticatoio. Chiediamo misure serie ed immediate a tutela del diritto di sapere dei cittadini e per scongiurare che nel futuro fatti come questi tornino a verificarsi”.

L’appello di Legambiente, aperto alla sottoscrizione di tutti, chiede nello specifico al Governo e al Parlamento il massimo sostegno alla magistratura nelle indagini ancora in corso sia per gli affondamenti sospetti delle cosiddette navi dei veleni sia per i presunti traffici di materiale radioattivo; la realizzazione di una campagna di monitoraggio nei siti marini dove si presume siano avvenuti gli affondamenti delle navi e dei loro carichi tossici; l’immediato avvio di progetti di cooperazione internazionale con la Somalia, al fine di verificare l’eventuale seppellimento lungo la strada Garowe-Bosaso, di fusti e container di rifiuti pericolosi; l’immediata istituzione della Commissione d’inchiesta sulla morte della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, affinché possa proseguire l’indispensabile approfondimento del contesto in cui è maturato il loro omicidio.

Per tenere viva e ricostruire la memoria storica di queste vicende il “Comitato per la Verità” di Legambiente farà seguire a questa iniziativa la raccolta e la pubblicazione di atti e documenti, come la recente pubblicazione del libro “Navi a perdere” di Carlo Lucarelli edito da Edizioni Ambiente per la collana VerdeNero curata con Legambiente, sulle navi dei veleni e la vita di Natale De Grazia. Il Comitato non mancherà di sollecitare una maggiore attenzione da parte di organismi internazionali, che hanno il dovere di contribuire all’accertamento di una verità che non riguarda soltanto il nostro Paese.

11 Dicembre 2008 - Scrivi un commento
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2 lettori hanno commentato questo articolo:
16/10/09 12:57, giovanni ha scritto:
temo che questo sia un problema che riguarda tutto il mediterraneo se è vero che siamo seduti su un'atomica sottomarina.
Altro che problema dei calabresi.
Le indagini devono mirare non solo a colpire i responsabili ma anche per pretendere il risarcimanto immediato per bonificare il Mare Nostrum.
8/10/09 13:10, antonio ha scritto:
grande tristezza e senso di impotenza per un calabrese emigrato ed appassionato del suo mare, ormai maledetto, cosa possiamo fare per scuotere la coscienza civile dei residenti in Calbria asopiti nell'oblio di una vita facile e senza impegno civile?
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