L'Urlo

Affascinanti misteri. A proposito del traffico cittadino

Siamo tanti, tantissimi. E tutti hanno tanto da fare. Tragicomici paradossi del traffico cittadino. ..un esempio romano.

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di Laura Bonaventura


Roma è un immenso e ininterrotto ingorgo. Tra le ore trascorse nell'ingorgo e quelle nella ricerca del parcheggio, la gente svolge il più rapidamente possibile le faccende della vita, tipo lavorare, sposarsi, avere dei figli. Spesso queste cose si fanno anche restando sulla soglia, controllando la macchina parcheggiata in quarta fila.

L'ingorgo è tentacolare, si snoda intorno ai monumenti, si infila nei vicoli, si ingigantisce sulla tangenziale, la sua velocità di movimento è quasi sempre impercettibile, eppure piano piano, inspiegabilmente, tra ripetuti blocchi, si arriva.

L'ingorgo però non si ferma mai, anche se per qualche minuto qualcuno ne esce, lui continua a tempo pieno, alle due di notte come a mezzogiorno, alle quattro del mattino come alle otto e mezza. Dove vanno tutti quanti, a tutte le ore del giorno e della notte? Inutile chiederselo: l'importante per noi è muoverci.

Il fatto è che siamo tanti, tantissimi. E tutti abbiamo tanto da fare, a partire dai bambini che a tre anni ogni pomeriggio devono attraversare la città per andare in piscina, al campo di polo, alle lezioni di recitazione, al corso simultaneo di inglese, arabo e cinese, al coro e alle prove di free climbing.

E poi i romani lo sanno che le strade sono strette, che non ci si passa, che non c'è parcheggio, però non sanno resistere al fascino della macchinona. E così imbottigliati nel familiare ingorgo ci sono migliaia di bolidi rombanti, con il solito unico passeggero che, sentendosi molto “figo” sulla sua macchinona, sterza a destra e a sinistra, sale sui marciapiedi, uccide tre o quattro passanti e rientra nell'ingorgo una macchina dopo, avendo guadagnato un bel metro di strada tondo tondo.

Il traffico cittadino racchiude anche misteri affascinanti, spazi di puro delirio, a partire da quello delle multe. Mi spiego meglio. A Roma le auto sono parcheggiate ovunque: sui marciapiedi, in doppia e tripla fila sulle strade, sugli angoli rialzati e protetti da colonnine, di fronte alle discese per i disabili, sotto i semafori, davanti ai cassonetti dell'immondizia, sulle strisce, davanti ai passi carrabili e perfino nelle isole pedonali, dove i paletti vengono divelti dagli automobilisti a forza di musate del parabrezza. Questo è lo scenario quotidiano. Nessuno si stupisce. A Roma è così. Eppure ogni tanto, all'improvviso, compare inaspettata una multa. Chi la riceve si guarda intorno e, vedendo il consueto mare di lamiere accatastate e auto parcheggiate fin sui terrazzi condominiali, per un attimo si chiede: "Perchè proprio a me?". Ma in fondo non si abbatte poi tanto, perchè nel vuoto della razionalità che ci avvolge le domande più spinose trovano facilissime risposte, del tipo: "Perchè è il mio giorno no, perchè me l'ha tirata la buonanima di zio Armando, o perchè, come si dice qui, a chi tocca, ‘ns ingrugna", saggio detto popolare che invita ad accettare di buon grado i colpi bassi della sorte.

Per quanto mi riguarda ho una mia teoria sui vigili urbani, che spiegherebbe il giallo delle sporadiche multe: secondo me quelli che si vedono in giro sono solo delle comparse assoldate dal Comune per rassicurarci senza farci arrabbiare con fastidiose sanzioni. Si muovono per la città come in un gigantesco set felliniano e, a riprova della mia teoria, posso dire che non li ho mai visti scrivere un verbalino, ma solo chiacchierare tra loro o guardare il cielo, scrutando forse il volo degli uccelli per scorgere presagi circa l'andamento quotidiano dell'ingorgo. Io credo che esista in realtà un solo vero vigile urbano, tenuto a pane e acqua nelle segrete del Comune, addestrato alla crudeltà secondo il metodo dei pitbull combattenti. Chiuso lì sotto, il vero vigile schiuma di rabbia e brandisce il suo libretto dei verbali, pronto all'attacco non appena le sbarre gli si dischiudono la mattina presto. E lui si lancia dove può, a casaccio, ma è uno solo e le auto fuorilegge sono milioni. Scrive, scrive, scrive senza sosta, finché la sera non lo raccolgono sfinito dalla sua immane guerriglia urbana. Chi è capitato lungo il suo cammino è stata la sorte a deciderlo, e come sempre il destino deve essere accettato.

Ma i romani si sentono più furbi del destino e così, quando ricevono una multa, la conservano nel cruscotto e la riusano tutti i giorni: se la piazzano sotto il tergicristallo e via tranquilli lasciando la macchina in bilico sulle due ruote di dietro appoggiata alla fermata del bus. E così vivono tranquilli finché (in genere molto presto) la multa viene sottratta da qualcuno ancora più furbo che la userà a sua volta, e così via. Perché a Roma una multa ha una vita lunghissima, la si condivide con gli amici, in famiglia la prende il primo che esce, i figli se la litigano... una sola cosa è certa: nessuno la paga. Contestata, rimbalza di qua e di là, segue iter infiniti finché non cade in prescrizione, secondo la migliore tradizione del nostro Paese.

Ma i romani sono felici, perché così non si annoiano, e anche perché quasi tutti preferiscono di gran lunga l'ingorgo alla terrificante idea di dover fare un metro a piedi o ancor peggio di prendere un autobus.

C'è perfino chi partorisce in auto, perché non fa in tempo ad arrivare in ospedale, e l'ingorgo accoglie il nuovo venuto con festanti cori di clacson.

L'ingorgo ci giustifica qualsiasi ritardo e ci fa perdonare quando non arriviamo per niente. Nell'ingorgo galleggiamo, passiamo il tempo e telefoniamo agli amici in barba alle regole mangia-punti.

Ormai siamo geneticamente modificati: respiriamo benzene e polveri sottili al posto dell’ossigeno e quando andiamo in vacanza ci portiamo le bombole di PM10 o ci mettiamo in auto, tutti in fila sul lungomare per prendere il gelato a 100 metri di distanza.

Ma se provassimo a scendere?

17 Giugno 2008 - Scrivi un commento
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Un lettore ha commentato questo articolo:
20/3/09 12:43, Ufo ha scritto:
E' normale violare i copyright utilizzando vostre immagini sul proprio blog?

http://bradiporomano.blogspot.com/


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