Eco-Viaggiare

A spasso con l’asino

Nasce un nuovo modo di fare trekking, in compagnia di simpatici asinelli. O forse sarebbe meglio dire che si riscopre un antico modo di camminare fra sentieri ricchi di storia e suggestioni, perché l’asino ha da sempre seguito il viandante nelle sue peregrinazioni. Dalle terre del Tigri alle steppe mongole, l’asino ha portato bagagli, speranze e calore. Gli itinerari escursionistici proposti in Italia sono diversi, anche per bambini. Si va dalla Calabria, sulle orme del viaggiatore-paesaggista Edward Lear, ai monti abruzzesi, all’Appennino toscano-romagnolo, magari sulle tracce dei partigiani.

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di Martina Turola

Asino
El Nino, guida ufficiale fra le montagne dell'Abruzzo
Crisi, crisi. Ne parlano tutti, dappertutto. Ma se la crisi porta un aumento delle vacanze “verdi”… tanto meglio. La tendenza verso questo “nuovo” tipo di vacanza viene confermata da un sondaggio realizzato da Swg/Confesercenti, che in questo settore ha riscontrato un aumento dell’80% rispetto allo scorso anno.

A spingere i turisti nel verde, probabilmente, non c’è solo la crisi, ma anche la voglia di trascorrere un po’ di tempo libero all’aria aperta.

Quello che piace sempre di più sono le attività ricreative che molti agriturismi, associazioni ambientaliste, centri ricreativi hanno cominciato a proporre.

Equitazione, tiro con l’arco, e… trekking con l’asino, “un modo nuovo quanto antico di camminare verso mete che raggiungono il cuore delle emozioni”.

Asino e uomo
Sulle tracce del paesaggista Edward Lear, per scoprire un'altra faccia dell'Aspromonte
Una sensazione che riporta indietro, quando l’asino era compagno di viaggio di molti viandanti. Animale cantato da De Andrè ne “ La Buona Novella” (“un asino dai passi uguali compagno del tuo ritorno, scandisce la tua distanza verso il morire del giorno”), ha caratteristiche esemplari: paziente, umile, talmente docile da essere usato a fini terapeutici con le persone affette da disabilità psichica o fisica.

Molto interessanti gli itinerari di trekking “someggiato” proposti dall’associazione La Boscaglia, in collaborazione con l’associazione l’Asino. Si può viaggiare sulle orme del viaggiatore-paesaggista inglese Edward Lear, che nel 1847 ha percorso la Calabria a piedi, accompagnato da una guida e da un asino “portabagagli”. Dalla città fantasma di Pentadattilo ad Amendolea, passando per le fiumane e la montagna, che qui è ancora abitata da pastori e contadini come “nessun’altra in Italia”. Si dorme in agriturismi o affittacamere, dove viene servita la prima colazione a base di prodotti tipici. Previsti pranzi in agriturismi, intrattenimento etno-musicale…: sette giorni e sette notti in gruppi ristretti (massimo dodici persone) per godere più intimamente della bellezza del paesaggio.

Spostandosi sull’Appennino Tosco-Emiliano, La Boscaglia ha strutturato anche un percorso per bambini dai 7 ai 13 anni, “Il Gigante dell’Appenino”. Nessuna difficoltà tecnica, ovviamente, ma diverse pause narrative. Racconti fantastici e narrativa popolare si intrecciano per offrire un’esperienza intensa: i commenti sul blog Camminare Lento delle mamme sono più che entusiasti.

Asini
Eva e Linda, compagne di avventura di El Nino
I più temerari invece si possono avventurare da soli con gli asinelli lungo il Monte Velino in Abruzzo in un’area attraversata da un Parco Regionale e da una riserva forestale.

L’itinerario si snoda anche lungo località storiche come il sito archeologico di Alba Fucens, antica città equa e poi romana (con anfiteatro e chiesetta romanica di San Pietro); la chiesetta romanica di Santa Maria in Valle Porclaneta, paesini medievali che conservano il fascino antico, le greggi al pascolo, l’incontro con i pastori... Ideale per famiglie, suggeriscono gli organizzatori – sempre la Boscaglia – perché un asino può portare i bambini, mentre l’altro i bagagli.

Leggere i commenti di chi ha già partecipato all’escursione è molto divertente. Innanzitutto si capisce che i veri protagonisti sono loro, gli asinelli: Eva, Linda, El Nino. Ognuno ha il suo carattere: Eva “docile e gregaria”, mentre Nino “incline a fare di testa sua”. Si scoprono anche cose nuove sugli usi e costumi di questi animali. Innanzitutto pare che non siano dei veri testardi, ma semplicemente “cauti e piuttosto indipendenti nel giudizio. Vuole avere sempre la visuale sgombra per vedere la strada che deve percorrere, e avanza solo quando è certo che non vi sono pericoli. Nei passi difficili sceglie da sé il punto dove transitare, dopo aver ben ponderato le alternative. In compenso non sbaglia praticamente mai, e si muove con una sicurezza impressionante anche sui pendii più ripidi e scivolosi. Ha poi delicatezze tutte sue, come quella di voler bere solo acqua pulitissima, e stravaganze, come rotolarsi a terra non appena levato il basto (qualche volta anche prima...)”.

Bambini e asini
Bambini a dorso d'asino, sempre in Abruzzo
A parte la Boscaglia vi sono anche altre associazioni che organizzano escursioni con l’asino. Planet viaggi Responsabili e associazione AMEntelibera, ad esempio, che propongono un itinerario lungo l’Appennino modenese, tra i sentieri partigiani e gli elementi di pregio della zona fra cui anche quelli culinari. Si va da Montefiorino, sede dell’omonima Repubblica partigiana, con annessa visita al museo, al Monte Santa Giulia, dove si pernotta. Da lì si riparte, lungo l’antica strada dei cavallari, per arrivare al Monte San Martino, teatro di lotte partigiane. Poi giù lungo le carreggiate e le mulattiere verso la borgata delle Caselle e Maranello, fino alla vallata di Gombola, dove si visita il museo del 1600.

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20 Luglio 2009 - Scrivi un commento
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