Estate al mare? Proteggiamoci e proteggiamoli!

Protezione 5, 10, 30… quale crema solare scegliere quest’anno? Pensiamo alla nostra pelle ma anche a quella degli animali: la LAV mette a nostra disposizione la “Guida al non testato”.

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di Alessandra Profilio


Foto tratta dal sito della LAV
I medici ci hanno avvertito in tutti i modi possibili: se vogliamo trascorrere la nostra estate al mare dobbiamo proteggerci dai raggi del sole. Le classiche giustificazioni, del tipo “io non ho la pelle delicata e non mi scotto mai”, non tengono più: il sole fa male a tutti e tutti dobbiamo proteggerci.

E allora, proteggerci sì, ma come? Abbiamo atteso tutto l’inverno il momento in cui ci saremmo stesi sulla spiaggia ma prima di farlo è bene pazientare ancora un po’, il tempo necessario per poter scegliere il giusto prodotto di cui ci cospargeremo da capo a piedi.

Quest’anno gli esperti ci hanno comunicato che la protezione totale, ovvero un prodotto che possa ripararci completamente dai raggi del sole, non esiste ed è quindi necessario prestare attenzione alle confezioni e diffidare da etichette ingannevoli.

Oltre a verificare il grado di protezione è però opportuno seguire un altro parametro nella scelta dell’adeguata “compagna dell’estate”.

Ad offrirci un valido aiuto nella scelta di una crema solare in grado di salvaguardare non soltanto la nostra pelle ma anche quella degli animali, è la LAV che mette a disposizione di tutti, tramite il suo sito internet, la “Guida al non testato”.


Foto tratta dal sito della LAV

Si tratta dell’unico disciplinare riconosciuto a livello internazionale in grado di indicare ad i consumatori le aziende che hanno aderito allo Standard Internazionale “Non Testato su Animali”, ovvero quelle aziende produttrici di cosmetici che hanno deciso di non contribuire alla sperimentazione animale non commissionando né effettuando test su animali sul proprio prodotto e sulle materie prime che lo compongono. Scegliendo i prodotti di queste aziende è quindi possibile acquistare make up, saponi, creme, prodotti per l’igiene orale e detersivi con l’assoluta certezza di non contribuire alla sperimentazione animale.

La sperimentazione animale è una pratica che non solo procura la sofferenza e la morte di tantissimi animali ma, come se ciò non bastasse, non offre sicurezza a noi uomini. Infatti, dal momento che ogni specie differisce dalle altre per struttura fisica e biochimica, nessuna specie può essere considerata modello sperimentale per un’altra.

Dimostrazione di ciò è il fatto che il 90% dei farmaci testati sugli animali non supera la prove cliniche sull’uomo.

Eppure malgrado ciò e nonostante la comprovata validità dei metodi alternativi, in base a normative ormai obsolete, soltanto in Italia 3000 animali al giorno (tra cani, primati, cavalli, ratti, topi, mucche, maiali, pecore, piccioni, furetti, rettili, pesci e uccelli) vengono utilizzati nella ricerca di base ed in quella applicata.


Foto tratta dal sito della LAV

Ma cosa si cela effettivamente dietro un cosmetico?

Secondo i casi, per testare i prodotti gli animali vengono: avvelenati; ustionati; accecati; modificati geneticamente; mutilati; costretti ad ingerire sostanze chimiche di ogni genere; irradiati; cosparsi di insetticidi, disinfettanti e conservanti; inoculati con virus e batteri; resi dipendenti da droghe e privati dei genitori per effettuare test psicologici.

La LAV è l’ente che gestisce in Italia lo Standard Internazionale, iniziativa unitaria delle 50 più importanti associazioni antivivisezioniste e animaliste del mondo.

Le alternative esistono, basta conoscerle: la LAV ci offre una guida, il resto spetta ad ognuno di noi.

22 Luglio 2008 - Scrivi un commento
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