Lettera aperta di Maurizio Pallante

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta di Maurizio Pallante in cui il presidente del Movimento per la Decrescita Felice spiega i motivi che lo hanno spinto a rinviare la festa prevista per giugno 2009. A seguire vi proponiamo anche il comunicato congiunto e chiarificatore scritto da Pallante e da Gino Abrigo presidente del Laboratorio della Fabula.

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Decrescita Felice
Logo del Movimento per la Decrescita Felice di Maurizio Pallante
La lettera circolare con cui il Laboratorio della Fabula annuncia che farà comunque da solo una festa della decrescita in Val Borbera il 20 e il 21 giugno, non può che suscitare il sostegno morale di MDF. Più numerose sono le iniziative finalizzate a creare frammenti di una cultura alternativa a quella devastante dalla crescita e meglio è. Pertanto: molti auguri.

Peccato che nel diffondere questo annuncio il Laboratorio della Fabula abbia tentato di screditare il nostro movimento con affermazioni che in realtà screditano chi le ha formulate. «È vero - si legge nella lettera - non si sono raccolti i soldi che pensavamo necessari per quella festa, ma proprio per questo ci sembra importante dimostrare che la decrescita non è un business che non si fa se non conviene, così come agiscono le logiche economiche che tentiamo di contrastare».

In realtà, quando il Laboratorio della Fabula ha proposto a MDF di organizzare la festa, il sottoscritto, in applicazione del mandato ricevuto dal coordinamento nazionale, ha posto come unica condizione che la gestione organizzativa e finanziaria fosse totalmente a carico dei proponenti. Quindi le previsioni di spesa sono state formulate in totale autonomia dal Laboratorio della Fabula e ammontavano a 70 - 80 mila euro, comprensivi del compenso per il lavoro che sarebbe stato svolto dagli organizzatori. L’entità della cifra lascia supporre che nella formulazione di questa previsione non fosse esente qualche aspirazione di business.

Da parte loro, non da parte nostra. Malauguratamente questa grandiosità nelle previsioni di spesa non è stata sostenuta da una, diciamo così, adeguata raccolta di fondi. A un mese dall’inizio della festa era stata raccolta una disponibilità di meno di 10 mila euro dal sottoscritto, non dagli organizzatori, che per di più, probabilmente a causa di una inappropriata valutazione della localizzazione, ne hanno fatti svanire altrettanti, sempre trovati dal sottoscritto. Insomma non era nemmeno possibile pagare le maglie e l’assicurazione dei volontari. In queste condizioni, chi potrebbe pensare che il suggerimento di rinviare la festa per avere il tempo di riformulare un bilancio credibile e in pareggio (per chi non lo capisse: meno spese e più entrate), risponda alle «logiche economiche che tentiamo di contrastare»? Non è forse vero il contrario? Non risponde proprio alle «logiche economiche che tentiamo di contrastare» proporsi di spendere in modo grandioso al di sopra di mezzi che si hanno? Il contrasto a quelle logiche non consiste proprio in un atteggiamento prudente che spinge a ridurre le spese e a non spendere più di quanto si può?

Rinunciare alla festa - si legge nella lettera in cui annunciate che la farete ugualmente: è «un durissimo colpo all´immagine e alla credibilità del movimento». Probabilmente non vi rendete conto di quanto questa preoccupazione per l’immagine corrisponda alla superficialità dei valori di una società fondata sull’apparire e non sull’essere, che trasforma la cultura in intrattenimento e spettacolo, che banalizza tutto. Una società fondata sull’economia della crescita. Noi, come movimento, puntiamo all’autenticità, all’approfondimento, alla sostanza. Con semplicità e schiettezza diciamo: abbiamo provato a fare qualcosa in cui credevamo e non ci siamo riusciti. È umano che non si riesca a realizzare qualcosa. Ce ne sono già molti che vogliono apparire dei superman, che puntano la loro credibilità sull’immagine. Questa non è una preoccupazione per noi. Ci spiace che lo sia per voi.

Ma è segno che siamo molto distanti culturalmente. Noi ragioneremo sugli errori e riproveremo. Probabilmente abbiamo fatto il passo più lungo della gamba. Probabilmente abbiamo sbagliato i tempi. Probabilmente abbiamo sbagliato il luogo. In fin dei conti abbiamo un anno e mezzo di vita e di cose di sostanza, non di apparenza, ne abbiamo fatta qualcuna.

Peraltro, pur avendo i soci MDF e il sottoscritto dato qualche contributo all’approfondimento e alla diffusione dei principi della decrescita a livello nazionale, pensiamo che abbiamo ancora molto da imparare sul tema e che ci siano molte persone che possono insegnarci molto. Tuttavia non abbiamo mai incontrato nei nostri pluriennali percorsi e nei nostri numerosissimi incontri i rappresentanti di questo Laboratorio della Fabula, che saranno bravissimi nell’inventare favole, ma di decrescita non ci risulta si siano mai occupati (e non sono iscritti a MDF). Forse ci sbagliamo, ma è certo che senza le indicazioni del sottoscritto non sarebbero stati in grado di contattare nessuna delle persone che si muovono nell’ambito della decrescita e hanno accettato di partecipare a dibattiti e tavole rotonde. Non ne conoscono una. Senza il contributo dell’Università del Saper fare non avrebbero saputo organizzare nessun laboratorio.

Ci vuole una bella presunzione per permettersi di dare spocchiosamente lezioni su un argomento di cui non ci si è mai occupati a chi se ne occupa da tempo dedicandogli tutte le sue energie. Ma non c’è da stupirsene, non sono pochi gli italiani che non avendo mai dato un calcio al pallone, al Bar Sport si sentono autorizzati a insegnare il suo mestiere all’allenatore della nazionale. Tanti auguri, gentili e simpatici operatori del Laboratorio della Fabula, per la vostra festa della decrescita con cui vi proponete di salvaguardare la vostra immagine. Ne avete proprio bisogno. Noi più modestamente ci diamo un anno di tempo per riprovarci.

Maurizio Pallante

31 Maggio 2009 - Scrivi un commento
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4 lettori hanno commentato questo articolo:
5/6/09 07:36, Giulia ha scritto:
"...è certo che senza le indicazioni del sottoscritto non sarebbero stati in grado di contattare nessuna delle persone che si muovono nell’ambito della decrescita e hanno accettato di partecipare a dibattiti e tavole rotonde. Non ne conoscono una. Senza il contributo dell’Università del Saper fare non avrebbero saputo organizzare nessun laboratorio.
Ci vuole una bella presunzione per permettersi di dare spocchiosamente lezioni su un argomento di cui non ci si è mai occupati.."

mah... i toni mi paiono un po' eccessivi. E poi non mi pare proprio che sia così!
3/6/09 03:13, Redazione Terranauta ha scritto:
Caro Giovanni,
se segui da tempo Terranauta saprai anche che noi siamo indipendenti da qualunque influenza politica ed economica ed è proprio per questo che pubblichiamo molto volentieri quanto appena ricevuto:

COMUNICATO CONGIUNTO

Come ormai tutti sanno l’annullamento dell’MDF fest preannunciato in Val Borbera nei giorni 19/21 giugno ha creato una serie di comunicati e reazioni contrastanti ed in parte conflittuali tra il Movimento della Decrescita Felice e l’associazione Laboratorio della Fabula che aveva proposto l’evento e si era offerta di organizzarlo ricevendo l’assenso convinto di MDF a condizione che se ne assumesse totalmente l’incarico.
Fermo restando la libertà di movimento e pensiero dei singoli soggetti, riteniamo importante chiarire alcuni elementi della questione, essendo intenzione di entrambi evitare una sterile e dannosa contrapposizione.
Sicuramente le difficoltà trovate nella realizzazione dell’evento hanno creato malumore e tensioni che hanno origine nella forte partecipazione alla promozione del pensiero decrescente di entrambi i soggetti.
Il Laboratorio della Fabula dichiara di non aver mai inteso screditare il Movimento della Decrescita Felice, di cui è associato da alcuni mesi, e del quale apprezza l’impegno e lo sforzo politico; e neppure di aver mai inteso dimostrare di essere alternativo ad esso o mettersi in contrapposizione dello stesso.
La scelta di proseguire nella realizzazione di un evento che diventa “FabulAzioni - sogno di una decrescita di mezz’estate”, perdendo la connotazione di festa nazionale del Movimento della Decrescita Felice, rientra nelle sue considerazioni sull’opportunità di non perdere tutto il lavoro fatto di sensibilizzazione del territorio e di attivazione di decine di persone che in un momento felice possono scambiare saperi, opinioni o discutere di decrescita.
Il Movimento della Decrescita Felice riconosce, dopo una serie di contatti e confronti chiarificativi, lo sforzo dell’associazione di promuovere un momento informativo sui temi che stanno a cuore ad entrambi.
La frase: “E’ vero, non si sono raccolti i soldi che pensavamo necessari per quella festa, ma proprio per questo ci sembra importante dimostrare che la decrescita non è un business che non si fa se non conviene, così come agiscono le logiche economiche che tentiamo di contrastare” non ha mai voluto essere un attacco al Movimento, va letta come una riflessione interna alla associazione sui rischi comunicativi che certe scelte, secondo il Laboratorio della Fabula, comportano.
Riteniamo pertanto importante chiudere questa vicenda in modo chiaro e pacifico, onde evitare strumentalizzazioni.
A tale scopo il Laboratorio della Fabula invita tutti i simpatizzanti del Movimento e Maurizio Pallante, in particolare, a venire il 20/21 giugno a Cabella e Carrega ligure per condividere un momento di festa.
Contemporaneamente il Movimento della Decrescita Felice invita tutti i suoi soci ed amici a partecipare all’evento in un clima di serenità e partecipazione. Grazie a tutti.

Il Presidente del Movimento della Decrescita Felice
Maurizio Pallante

Il Presidente del Laboratorio della Fabula
Gino Abrigo
2/6/09 19:16, giovanni ha scritto:
ho seguito molto da vicino la vicenda e mi sembra di poter censurare modi così violenti e e soprattutto da parte della redazione non mi sembra un bel servizio a chi legge scrivere quell'introduzione alla lettera di Pallante, le polemiche non sono sicuramente partite dagli organizzatori che anzi dopo una lettera con un frase facilmente fraintendibile dieci gg fa hanno cercato in più riprese e su più supporti ( ma forse terranauta ne è stato tenuto all'oscuro) di chiarire la loro intenzione non polemica (vedi grigiotorino o i gruppi di facebook della decrescita) mi dispiace leggo terranauta da molto ma questa è una cadua di stile su obiettività e dovere di cronaca.

LA lettera di pallante è quanto meno in ritardo, quei poveri cristi hanno già chiarito e provato a smorzare polemiche varie
1/6/09 18:16, CLAUDIO ha scritto:
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