Greenpeace

Ancora spadare italiane nel Mediterraneo

Greenpeace denuncia la presenza di spadare nonostante queste siano vietate dalle Nazioni Unite e dall'Unione Europea per la loro pericolosità ambientale.

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Questa notte la nave di Greenpeace Arctic Sunrise ha intercettato la pesca pirata della spadara italiana “Luna Rossa” (5RC1058) di Bagnara Calabra che stava pescando in acque internazionali, posizione 37°59.3 N, 011° 10.1, cioè a circa 40 miglia ad ovest di Marittimo (Isole Egadi, Trapani). Anche se la pesca si stava concludendo, gli attivisti hanno potuto documentare la cattura di due pesci spada con una rete dalla maglia di 22 cm di lato. A bordo dell’Arctic Sunrise l’italiana Simona Fausto, assistente cuoco.

Le spadare sono vietate dalle Nazioni Unite e dall’Unione europea per la loro pericolosità ambientale: poche settimane fa due capodogli sono stati uccisi da queste reti assassine che uccidono anche delfini e tartarughe marine. Da vero pirata, Luna Rossa ha cercato di coprire nome e matricola per non essere identificato ed ha tagliato la rete per fuggire. Fortunatamente, si trattava di un pezzo di rete di modesta lunghezza che Greenpeace è stata in grado di recuperare.


Inoltre, alle 23:45 del 6 luglio, sul canale 16 d'emergenza l'Arctic Sunrise ha potuto ascoltare la richiesta di soccorso di un'imbarcazione che era intrappolata in una rete galleggiante in posizione 37°39 N, 011°03 E. In altre parole, come più volte denunciato da Greenpeace, una vera flottiglia di spadare pirata italiane infesta la zona.

“Abbiamo segnalato più volte le attività illegali di questi pescherecci, anche con riferimento al far west che vige nel porto di Bagnara Calabra: chi protegge questi delinquenti?” denuncia Alessandro Gianni, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. “E’ vero che questo peschereccio sta operando con una licenza temporanea, graziosamente concessa dopo che la licenza era stata ritirata per le ripetute violazioni?”.


L’Arctic Sunrise è impegnata nella campagna di Greenpeace contro la pesca illegale e a favore della creazione di una rete di Riserve Marine che copra il 40% del Mediterraneo, lungo le coste e in altura. Negli scorsi mesi l’Arctic Sunrise si è confrontata con le spadareitaliane nello Ionio, con le tonnare volanti che pescano tonno rosso in Turchia e ha documentato le praterie di posidonia in Grecia e Libia.

7 Luglio 2008 - Scrivi un commento
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