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E’ da sottolineare, inoltre, l’accanimento dell’autore contro l’agricoltura biologica, arrivando persino ad accusarla di poter essere annoverata fra le future cause di cancro: “se si continueranno a vantare i meriti (a suo dire inesistenti) del bio per poter vendere frutta e verdura a prezzi più alti”.

In realtà non c’è interesse da parte di nessuno a voler vendere la frutta a prezzi più alti, per il semplice motivo che ad ogni prezzo corrisponde un guadagno proporzionato e di certo alimentarsi con frutta e verdura sviluppate con pesticidi e antibiotici non è meglio dell’alimentazione bio.
L’autore inoltre paragona la frutta proveniente dalla Cina con quella nostrana, forse però per i consumatori non è importante solo il prezzo, ma anche la qualità.
Nel libro si accenna quindi alla presenza di aflatossine (tossine cancerogene prodotte da alcuni batteri) sui prodotti biologici, sebbene in realtà i controlli sanitari siano severissimi, come del resto ammette l’autore stesso quando scrive, poche righe dopo, riguardo al latte distrutto in Lombardia (ma allora che motivo c’è ad alzare questo polverone?).
A tal proposito si può far riferimento al “Rapid Alert System for Food and Feed – Report 2004” (il rapporto del sistema di allerta alimentare rapida) in cui si parla di aflatossine riscontrate sulla frutta secca (pistacchi, nocciole e fichi), peraltro non biologica, nel corso dell’anno passato.

A proposito di OGM, l’autore appare molto favorevole e infatti nel libro si legge addirittura che quello che un tempo si chiamava orticoltura adesso è detta modificazione genetica, ma fra un innesto o un incrocio e una modificazione genetica c’è qualche differenza…
Sarebbe stato forse opportuno citare nel libro non solo i pareri degli scienziati favorevoli agli OGM, ma anche quelli di scienziati di parere diverso.
Se anche gli OGM saranno gli alimenti del futuro, prima di sbandierarne la loro sicurezza, accertiamoci che sia veramente così: non basta confrontare i valori nutrizionali per dire che gli OGM sono equivalenti ai prodotti tradizionali (come invece si legge nel libro), i consumatori vogliono sapere se fanno male o no e non basta qualche test per verificare effetti che potrebbero rivelarsi dopo diversi anni e molte generazioni.

Quello che non si capisce è il perché molti, ultimamente, qualsiasi cosa succeda, se la prendono con l’alimentare, come nel caso di questo libro.
Negli ultimi anni sono aumentati (in alcuni casi raddoppiati) i prezzi di sigarette, benzina (+50% nell’ultimo anno), vestiti, scarpe, alberghi, stabilimenti balneari, viaggi, creme per il viso, rasoi da barba, mobili, bollette dei consumi domestici, abitazioni (sia affitti che acquisti), elettrodomestici, lavori artigianali e quant’altro, ma il capro espiatorio è sempre il settore alimentare.

La maggior parte dei solventi in commercio provoca gravissimi danni agli organismi e all’ambiente, è cancerogena e a volte anche mutagena (causa mutazioni genetiche) eppure viene utilizzata per la produzione di migliaia di sostanze che nessuno immaginerebbe (come gli insetticidi e i deodoranti per ambiente).


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