BRUNCH “I LOVE YOU”! – COME CAMBIANO LE ABITUDINI DEGLI ITALIANI
Una volta tanto lo si può fare, meglio però non prenderci l'abitudine o il brunch può diventare una sfida ai chili di troppo!
di Daniela Mazzoli
Avete presente il brunch? E’ quella appetibile invenzione che vi salva quando la domenica vi svegliate troppo tardi per fare colazione e troppo presto per poter pranzare. Avete fame ma non c’e’ un pasto appropriato all’orario in questione. E allora ecco che vi viene in soccorso il ‘brunch’, che è appunto la sintesi di breakfast e lunch (colazione e pranzo): tradizione statunitense che sta trovando anche in Italia numerosi proseliti.

Aumentano a vista d’occhio i ristoranti che espongono il cartello “domenica brunch” dalle ore 12.00 fino alle 15.00. E, se si cede alla tentazione di quello che altro non è se non un doppio buffet, allora si deve essere disposti a vari ed eventuali compromessi. Innanzitutto se si arriva al ristorante all’una (calcolando i tempi di doccia, telefonata agli amici, accordi sull’appuntamento e vestizione) bisogna aspettarsi almeno una mezz’ora di fila. Ma c’e’ chi ha aspettato anche un’ora! E a quel punto perché chiamarlo brunch? Tanto vale dire che si va a pranzo!

Secondariamente le vivande non sono di eccellente qualità, e spesso non sono varie come sembrano a un primo colpo d’occhio. E di solito, siccome i piatti sono piuttosto grandi o si possono riempire più di una volta, non ci si accorge di quanto cibo si sta prelevando dal banco apparecchiato. Si e’ presi da una specie di ansia, di eccitazione da riempimento, come se non avessimo mai potuto mangiare tante cose a un prezzo così conveniente. Alla fine, tra la pesatura (ci sono anche posti in cui il cibo viene pagato a peso!), le bibite che sono a parte e i caffè si arriva a un prezzo medio di 18/20 euro.

Ma la notizia più importante riguarda proprio la nostra salute, e arriva dai dietologi dell’Ospedale Bambino Gesu’ di Roma: il brunch come abitudine può pesare molto sui conti della nostra bilancia. Sembra, infatti, che sul piatto vadano a finire soprattutto grassi e carboidrati, a discapito di fibre provenienti da frutta e verdura. Così, domenica dopo domenica, senza nemmeno accorgersene, si accumulano quei quattro o cinque chili cui non si riesce poi a trovare spiegazione.

A meno che la domenica non trascorra in lunghe passeggiate o sport all’aria aperta invece che seduti davanti alla tv o nella sala di un cinema, si consiglia quindi di prendere la tradizione del brunch per quello che e’: un’esperienza esotica, piacevole, alternativa. Da assumere letteralmente a piccole dosi.


(15/02/2005)